Capitan Sandrini: “Mai pensato di andare via, da capitano lo sento come un dovere. ho già lavorato Con Mister Zenorini: È un mister molto esigente…”

Il capitano è il primo a dare il tono a una nuova stagione. Dalla scelta di restare in biancorosso all’arrivo di Mister Zenorini, fino all’identità che dovrà avere il Montecchio del futuro: Mattia Sandrini racconta aspettative, responsabilità e ambizioni del gruppo:

1️⃣ Mattia, la tua conferma rappresenta un segnale di continuità in un progetto che lo scorso anno ha gettato basi importanti. Cosa ti ha convinto a sposare ancora una volta il progetto biancorosso e quale responsabilità senti di avere, da capitano, nei confronti del gruppo che sta nascendo?

Da capitano, per me la continuità era quasi un dovere. La responsabilità che ho percepito lo scorso anno, e che sento ancora oggi guardando al futuro, è molto importante. Per questo non ho mai pensato di andare via o di prendere in considerazione altre possibilità.

Il progetto iniziato la scorsa stagione ha l’obiettivo di continuare a crescere insieme e di ridare luce a una società che ha intrapreso un nuovo percorso. Credo ci siano tutte le basi per fare ancora bene, valorizzare i giovani e ripartire da un’ossatura importante che siamo riusciti a costruire lo scorso anno.

Le responsabilità le ho sempre sentite, fanno parte del mio modo di vivere il calcio. Da capitano, però, lo sono ancora di più. Dopo una stagione in cui abbiamo dovuto fare i conti anche con diversi infortuni, sono convinto che tanti ragazzi avranno ancora più voglia di dimostrare il proprio valore.

2️⃣ Hai già avuto modo di essere allenato da Mister Zenorini. Sapendo come lavora e che tipo di allenatore è, qual è stata la tua prima reazione quando hai saputo che sarebbe stato lui a guidare il Montecchio? E cosa pensi possa portare a questo gruppo per puntare in alto?

Con Mister Zenorini ho già lavorato e so che tipo di allenatore è. È un mister molto esigente, ma sono convinto che saprà trasmetterci principi di gioco chiari e farci crescere come squadra.

Spero che insieme a lui si possa creare una base solida per divertirci e costruire qualcosa di importante anche negli anni a venire. Cercheremo di capire fin da subito ciò che ci chiederà e di mettere in pratica la sua idea di calcio.

Dal punto di vista tattico è un allenatore molto preparato. Ama una squadra che tenga il pallone, che imponga il proprio gioco e che abbia un’identità ben definita. Sarà nostro compito costruirla insieme.

Sono convinto che troverà un gruppo già rodato dalla scorsa stagione, una squadra che è diventata una vera famiglia. Allo stesso tempo, noi sappiamo di poter contare su un allenatore molto preparato e credo che questo ci permetta di lavorare con grande fiducia.

3️⃣ Ogni stagione porta con sé aspettative nuove. Da capitano, come pensi debba essere il Montecchio del prossimo anno dopo lo scorso buon campionato? Cosa vorresti vedere ogni domenica nei tuoi compagni?

Da capitano vorrei continuare a vedere il rispetto che ha caratterizzato il gruppo nella scorsa stagione. Siamo riusciti a costruire una vera famiglia, non solo tra i giocatori, ma anche con lo staff e la dirigenza. Si è creata una grande sinergia e spero che questo spirito continui anche il prossimo anno.

Ho trovato un gruppo molto unito e molto empatico. Non ho dubbi che, partendo da chi è già qui, riusciremo a trasmettere questo ambiente anche ai nuovi arrivati. È un aspetto che, secondo me, porta punti tanto quanto le qualità tecniche.

Vorrei vedere sempre l’aiuto reciproco. Le difficoltà ci saranno, in campo e fuori, ma mi aspetto che da uomini sapremo affrontarle insieme. Vorrei una squadra che lotti per il compagno, che si dia una mano nei momenti complicati e che continui a mettere il gruppo davanti a tutto.

Dove potremo arrivare è giusto non dirlo oggi. Prima di tutto dobbiamo continuare a costruire e rafforzare questa famiglia. Poi, con il lavoro e l’unità, cercheremo di fare il meglio possibile per questa società.