Mister Rasia Dal Polo: “I loro sogni non hanno limiti: l’obiettivo è la serie A…”

Qui nascono i sogni e si costruiscono le basi del futuro #biancorosso🌱

Mister Fabio Rasia Dal Polo ci racconta da vicino il percorso degli #Esordienti2014, tra entusiasmo, formazione e senso di appartenenza ⚪🔴

 

1️⃣ Mister Rasia, lavorare con gli Esordienti più giovani significa anche porre le basi del loro rapporto con il calcio. Qual è il messaggio principale che cerchi di trasmettere ogni settimana ai tuoi ragazzi, dentro e fuori dal campo?

In questa categoria i ragazzi vengono inseriti in un percorso pensato per sviluppare le fondamenta essenziali di cui avranno bisogno nel passaggio verso un gioco più organizzato e competitivo.
Proprio queste basi facilitano, negli anni a venire, l’apprendimento delle competenze tecniche e tattiche individuali.

Il messaggio che cerco di trasmettere è semplice: “Solo se imparo cose nuove mi diverto”.
Il divertimento quindi non è il primo obiettivo, ma arriva dopo aver imparato aspetti specifici di questo sport, formando giocatori abili, fiduciosi in sé stessi e creativi.

Quando un ragazzo sa di possedere le abilità necessarie, sviluppa fiducia in sé — “quella cosa la so fare” — e a quel punto può esprimere davvero sé stesso e la propria creatività.
Questo vale ovviamente in campo (Core Skills), ma anche fuori dal campo (Life Skills).


2️⃣ A questa età ogni allenamento è un’occasione per imparare qualcosa di nuovo. Qual è, secondo te, la chiave per mantenere alta la curiosità e la voglia di migliorarsi senza perdere il piacere del gioco?

La metodologia che utilizzo prevede che il duello 1 contro 1 sia la base essenziale per arrivare, successivamente, al gioco collettivo.
Per questo motivo, in ogni allenamento la prima parte della seduta è sempre focalizzata sull’individuo, attraverso sfide continue e stimolanti, “fino all’ultimo colpo”.

Non a caso, le squadre più forti e vincenti al mondo hanno sempre individualità di altissimo livello.
I ragazzi conoscono benissimo questi campioni, li prendono come esempio e cercano continuamente di emularli.
Io mi limito a consolidare questo concetto con una frase che ripeto spesso:
“Look at the best, learn from the best, be the best.”

Ogni esercitazione proposta coinvolge tutti e permette a ciascun ragazzo di sentirsi protagonista.


3️⃣ Nel progetto tecnico del Montecchio, anche le categorie più giovani sono parte di una visione comune. In che modo riesci a far sentire i tuoi ragazzi parte di qualcosa di più grande, pur mantenendo leggerezza e divertimento?

Questo avviene in modo molto naturale, perché i ragazzi amano profondamente questo sport e i loro sogni non hanno limiti: sognano la Serie A, la Champions League, i Mondiali.

Indossare questa maglia non è un peso, ma un’opportunità: una meravigliosa occasione per far parte della storia di questo Club attraverso gol, giocate, parate, vittorie e sconfitte, lacrime ed emozioni immense.

Essere presenti la domenica alle partite della prima squadra, anche nel ruolo di raccattapalle, rafforza ulteriormente il senso di appartenenza di questi baby calciatori a una grande famiglia chiamata Montecchio Maggiore.